
Avanzo nella larga strada polverosa
nel fatiscente quartiere metropolitano,
in questa sinistra e densa palude
riserva per uomini esclusi dal domani,
destinati ad un’esistenza senza miraggi
e senz’ipotesi di speranza alcuna.
Avanzo nel quartiere metropolitano:
spazzature, frutta decomposta
escrementi di cani, curati (e vestiti)
molto meglio di tanti uomini.
Contemplo tutto con disgusto
frastornato dalla ferocia e dall’insensatezza
in cui ci costringiamo sadici.
Avanzo nel quartiere metropolitano
sul marciapiede il sangue è ancora caldo,
un omosessuale è stato torturato
da un nuovo fascismo tecnologico e privato.
Sono sentinelle le antenne satellitari
dominanti inutili cervelli narcotizzati.
emarginati, alienati e discriminati
di soppiatto le osservano angosciati,
meditando su un prossimo pestaggio
che non tarderà di certo ad arrivare.
Mi faccio coraggio, cammino ancora
nel putrescente quartiere metropolitano,
circondato da residence isolati
distaccati e lontani da ogni contesto,
con cittadini terrorizzati dal diverso
ostaggi di cinici mass media
che li invitano a chiudersi tra le mura,
delegando così la propria esistenza
a politici educati alla delinquenza
ed a telecamere di sicurezza puntate come pistole.
Segregati nelle torri d’avorio
compattate da potente cemento armato,
saranno invitati all’odio profondo
da telegiornali finanziati dai massoni.
Allora un messia chiaro come un teschio
esaudirà il loro sogno di morte,
verso coloro che chiedono una moneta
quando vanno a fare la spesa
o dopo la messa della domenica.
Depresso giungo infine al porto
dove freddi sommergibili atomici,
pazienti attendono il comando,
un gesto, da parte del leader spirituale.
Allora quest’insperato tramonto
lascerà spazio al grande sogno,
al bagliore prolungato e definitivo
del potente fungo atomico…
………………………….
Una civiltà feroce ma tremante
attende inconsciamente di sprofondare,
per essere ricostruita dalle fondamenta:
nel fallimento titanico del nostro delirio
nuotano speranze di ricostruzione sociale.
nel fatiscente quartiere metropolitano,
in questa sinistra e densa palude
riserva per uomini esclusi dal domani,
destinati ad un’esistenza senza miraggi
e senz’ipotesi di speranza alcuna.
Avanzo nel quartiere metropolitano:
spazzature, frutta decomposta
escrementi di cani, curati (e vestiti)
molto meglio di tanti uomini.
Contemplo tutto con disgusto
frastornato dalla ferocia e dall’insensatezza
in cui ci costringiamo sadici.
Avanzo nel quartiere metropolitano
sul marciapiede il sangue è ancora caldo,
un omosessuale è stato torturato
da un nuovo fascismo tecnologico e privato.
Sono sentinelle le antenne satellitari
dominanti inutili cervelli narcotizzati.
emarginati, alienati e discriminati
di soppiatto le osservano angosciati,
meditando su un prossimo pestaggio
che non tarderà di certo ad arrivare.
Mi faccio coraggio, cammino ancora
nel putrescente quartiere metropolitano,
circondato da residence isolati
distaccati e lontani da ogni contesto,
con cittadini terrorizzati dal diverso
ostaggi di cinici mass media
che li invitano a chiudersi tra le mura,
delegando così la propria esistenza
a politici educati alla delinquenza
ed a telecamere di sicurezza puntate come pistole.
Segregati nelle torri d’avorio
compattate da potente cemento armato,
saranno invitati all’odio profondo
da telegiornali finanziati dai massoni.
Allora un messia chiaro come un teschio
esaudirà il loro sogno di morte,
verso coloro che chiedono una moneta
quando vanno a fare la spesa
o dopo la messa della domenica.
Depresso giungo infine al porto
dove freddi sommergibili atomici,
pazienti attendono il comando,
un gesto, da parte del leader spirituale.
Allora quest’insperato tramonto
lascerà spazio al grande sogno,
al bagliore prolungato e definitivo
del potente fungo atomico…
………………………….
Una civiltà feroce ma tremante
attende inconsciamente di sprofondare,
per essere ricostruita dalle fondamenta:
nel fallimento titanico del nostro delirio
nuotano speranze di ricostruzione sociale.
Vincenzo D'Ascanio, inedito 2010.